500a Prova della Rete Zamberletti
Radiocomunicazioni d’emergenza: a Varese celebrata la 500ª esercitazione della Rete Zamberletti
VARESE – Si è svolto presso Villa Recalcati il convegno dedicato alle radiocomunicazioni di emergenza in occasione della 500ª esercitazione della Rete Zamberletti, il sistema nazionale di comunicazioni radio alternative che collega prefetture, enti e strutture operative in caso di emergenze e interruzioni delle reti convenzionali.
Ad aprire i lavori è stato il prefetto vicario di Varese, Michele Giacomino, rappresentato nel saluto introduttivo dal viceprefetto, che ha accolto le numerose autorità presenti, tra cui il direttore della Sezione Roma 2 dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Vincenzo Romano, il dirigente del Servizio Volontariato del Dipartimento della Protezione Civile Mauro Casinghini, il responsabile nazionale della Rete Zamberletti Giovanni Romeo e il presidente nazionale dell’Associazione Radioamatori Italiani (ARI), Alessio Sacchi.
Nel suo intervento, il prefetto vicario ha ricordato la visione di Giuseppe Zamberletti, padre della moderna Protezione Civile italiana, che comprese l’importanza strategica delle comunicazioni radio indipendenti dalle infrastrutture tradizionali. Un’intuizione che, a distanza di quarant’anni, continua a dimostrare tutta la sua attualità.
Un contributo particolarmente significativo è giunto dal ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti, collegato da Roma. Il ministro ha sottolineato come la sicurezza nazionale ed economica passi anche attraverso la resilienza delle comunicazioni, evidenziando il ruolo fondamentale delle reti radio alternative nei momenti di crisi. Non senza una nota di ironia, alcuni problemi tecnici verificatisi durante il collegamento hanno finito per dimostrare concretamente la necessità di disporre sempre di sistemi di comunicazione ridondanti.
Tra gli interventi più attesi quello di Giovanni Romeo, figura storica della rete e anima delle esercitazioni mensili che da decenni coinvolgono prefetture, radioamatori e istituzioni. Visibilmente emozionato, Romeo ha ripercorso la lunga storia del progetto, ricordando come la rete sia cresciuta grazie alla collaborazione tra volontari, enti pubblici e organismi scientifici, fino a diventare un modello riconosciuto a livello nazionale.
Il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, ha evidenziato come, nonostante l’evoluzione delle tecnologie digitali, la rete radio d’emergenza continui a rappresentare una garanzia indispensabile per la sicurezza del territorio. Fontana ha inoltre ricordato il contributo determinante di Giuseppe Zamberletti e dello stesso Giovanni Romeo nello sviluppo della cultura della prevenzione e dell’emergenza.
Anche il presidente della Provincia di Varese, Marco Magrini, ha ribadito il valore strategico delle comunicazioni nelle attività di Protezione Civile, sottolineando l’importanza dell’integrazione tra sistemi tradizionali, nuove piattaforme operative e rete radio.
Il mondo del soccorso tecnico è stato rappresentato dal comandante provinciale dei Vigili del Fuoco di Varese, Ciro Bolognese, che ha illustrato come la resilienza delle comunicazioni radio sia stata recentemente riconosciuta come una “best practice” internazionale nell’ambito della certificazione dei moduli italiani di soccorso per missioni all’estero. A lui si è aggiunto Roberto Rossi, responsabile del Centro Telecomunicazioni dei Vigili del Fuoco, che ha confermato il crescente coinvolgimento del Corpo nelle attività della rete.
Per il Dipartimento della Protezione Civile è intervenuto Mauro Casinghini, che ha ricordato il ruolo storico dei radioamatori nel sistema nazionale e l’importanza di avere sempre un “piano B” per garantire la continuità operativa nelle emergenze. Un sentito ringraziamento è stato rivolto a tutti i volontari che quotidianamente mantengono vive le competenze radio sul territorio.
Particolarmente apprezzato l’intervento di Vincenzo Romano dell’INGV, che ha ripercorso il legame storico tra geofisica e radiocomunicazioni, richiamando la figura di Guglielmo Marconi e il contributo della ricerca scientifica alla previsione e gestione dei fenomeni naturali. Romano ha inoltre illustrato le attività dell’Istituto nel campo della radiopropagazione, dello space weather e del monitoraggio ionosferico, settori sempre più importanti per la protezione delle infrastrutture critiche.
A testimonianza della natura interforze della rete sono intervenuti anche rappresentanti della Marina Militare, dell’Esercito e dell’Associazione Nazionale Alpini, che hanno confermato il valore operativo di un sistema capace di integrare soggetti diversi in un’unica infrastruttura di comunicazione.
La chiusura dei lavori è stata affidata al presidente nazionale dell’ARI, Alessio Sacchi, che ha ricordato come le 500 esercitazioni abbiano richiesto oltre 100.000 ore di attività volontaria. Sacchi ha definito la Rete Zamberletti non soltanto una rete di apparati e frequenze, ma soprattutto una rete di persone, competenze e collaborazione istituzionale. Un patrimonio costruito in quarant’anni di attività che guarda al futuro attraverso il coinvolgimento delle nuove generazioni di radioamatori.
La 500ª esercitazione rappresenta così non solo un traguardo simbolico, ma la conferma della validità di un modello che continua a garantire al Paese una risorsa preziosa: la capacità di comunicare quando ogni altro sistema potrebbe non essere più disponibile.




